Indotto Fca Melfi. La Lnm Service chiede ai lavoratori di rinunciare a una serie di diritti...

                 La Fiom Cgil Basilicata denuncia nuovamente le condizioni dei lavoratori della logistica dell’indotto Fca di Melfi mettendo i riflettori questa volta su un’altra azienda, la Lnm service di Melfi che lavora in sub appalto nella Proma indotto Fca.  La direzione aziendale, con la complicità di una sigla sindacale, ha proposto ai lavoratori una transazione economica tramite conciliazione sindacale per sanare diritti contrattuali mai riconosciuti, in modo forfettario e a favore dell’azienda che risparmia notevolmente a scapito del salario dei lavoratori. Si chiede ai lavoratori di rinunciare alla rivendicazione di una serie di diritti a loro spettanti, previsti dal contratto nazionale metalmeccanico, tutto ciò in cambio di un risarcimento monetario minimo. I lavoratori dovranno rinunciare all’erogazione del welfare contrattuale, al riconoscimento del livello previsto dal Ccnl (per altri 2 anni al secondo livello), alla maggiorazione del turno, al riconoscimento del perequativo, alla fruizione par anni precedenti  e per anno corrente al risarcimento in welfare. Ancora una volta assistiamo a un inaccettabile atteggiamento delle aziende che hanno l’appalto per la movimentazione dei componenti di Fca che, nella continua ricerca della riduzione dei costi del lavoro, chiedono ulteriori sacrifici ai lavoratori, mettendo a dura prova la loro condizione salariale e di lavoro, creando lavoratori di serie a e di serie b, sempre sotto ricatto, sempre più deboli e più precari. La situazione è ancor più grave se si considera il fatto che, in una situazione di crisi dell’automotive, le aziende chiedono ai lavoratori di non usufruire dei permessi retribuiti e di garantire la presenza in fabbrica sostituendo i lavoratori che sono fermi in regime di cig. Questa in sostanza la situazione  tra i lavoratori della Proma e della Lnm service. La Fiom Cgil non ci sta a questa contrapposizione tra i lavoratori e non assisterà anche a Melfi alla guerra tra lavoratori che diventano sempre più poveri. Il sindacato invita pertanto tutti i lavoratori coinvolti a non firmare nulla e a rivolgersi ai delegati e alla segreteria Fiom Cgil per la garanzia e la tutela dei diritti uguali per tutti, con aperture di vere vertenze aziendali. La Fiom chiede il rispetto e l’applicazione delle norme contrattuali a tutte le aziende della componentistica e logistica dell’area industriale di Melfi. La crisi si supera con la centralità del lavoro, l’innovazione e la ricerca: il dumping contrattuale non crea occupazione. Invitiamo tutti i lavoratori a segnalare alla Fiom qualsiasi tipo di anomalia e atteggiamenti aziendali atti a violare i diritti contrattuali.


*Fiom Cgil di Melfi


 
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