Dissesto idrogeologico: governo regionale immobile...

             
    Per il capogruppo di Italia Viva “E’ una grave responsabilità politica e amministrativa non aver ancora avviato l’iter per opere già previste, di cui una parte anche finanziate”

Prosegue l’immobilismo di questo governo regionale su tutto, compreso il dissesto idrogeologico. Nonostante il lavoro svolto in questi ultimi anni e lo sforzo degli uffici (seppure con un unico funzionario) una regione ferma sul dissesto, paradossalmente si muove verso un altro dissesto, ma di tipo economico e produttivo. Abbiamo presentato una interrogazione a metà novembre sulla urgenza di appaltare le opere pubbliche entro la scadenza del maggio 2020 per la prevenzione e per il rilancio del comparto edilizio e la contrattualizzazione, perché non dovessimo trovarci a perdere oltre 100 milioni di euro dei finanziamenti acquisiti e inseriti nel Patto per il Sud”.

Lo dichiara il consigliere regionale Luca Braia, capogruppo di Italia Viva che aggiunge: “Il soggetto attuatore non è stato ancora nominato e, per la delibera Cipe va rispettato il termine ultimo per affidare i lavori, pena il definanziamento degli interventi per i quali nessuna procedura di gara relativa ai lavori legati alla lotta al dissesto è partita”.

E’ una grave responsabilità politica e amministrativa – dice - non aver ancora avviato l’iter per opere già previste, di cui una parte anche finanziate. Ricordiamo che solo per la costa ionica sono 7.6 milioni di euro per il tratto di mare di Scanzano e ben 9 milioni per il tratto di Metaponto/Bernalda. Sono 30 i comuni che rischiano di perdere tutto ciò che si è costruito in questi anni. Dalla situazione della frana di Stigliano alla messa in sicurezza e consolidamento, per citarne alcuni, di opere a Senise, Satriano, San Severino, Salandra, Montescaglioso, Gorgoglione Accettura, Latronico, oltre che tanti altri lavori di ripristino della funzionalità idraulica a Ferrandina (fiume Basento),  Bernalda, Grassano e del ripristino e riqualificazione degli argini del Fiume Basento e Bradano”.

Milioni e milioni – conclude Braia - che continuano ad essere fermi grazie a una politica regionale praticamente inesistente invece che utilizzati per appalti e lavoro, unica strada per generare sviluppo. Ora basta. Il sistema economico lucano, il comparto edilizio, le imprese, i giovani attendono opportunità per lavoro e occupazione, quindi certezze per il proprio futuro: non possono certo affidarsi alle provvidenze assistenziali oppure alle perverse illusioni generate magari dalle slot machine a cui si è data, invece, totale attenzione e priorità assoluta”.


 
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